Elio Germano, il nuovo Mastroianni?
Un attore ormai polivalente su tutti i fronti
03.06.2010 - Francesco Manca
Germano trionfa a Cannes: “Una dedica all’Italia!”
Elio Germano vince, ex aequo con Javier Bardem, il premio come miglior attore per il film "La nostra vita". Ringrazia...
Leggi l'articolo
Tulpan, la sorpresa di Cannes arriva in Italia
Due nostri giornalisti hanno recensito il film kazako vincitore del premio Une certain regard a Cannes 2008.
Leggi l'articolo
Recensione: Una vita tranquilla
Un film che si gusta con calma e con pazienza fino all’ultima scena
Leggi l'articolo

Nemmeno trent'anni ed è già considerato il De Niro italiano. Questo ragazzo, nato a Roma (ma fierissimo delle sue origini molisane) il 25 settembre 1980, ha dei numeri a dir poco incredibili. Non è infatti solo uno straordinario attore cinematografico, con all'attivo quasi una trentina di film, ma si è fatto le ossa portando in scena importanti produzioni teatrali sotto la guida del maestro Giorgio Corbelli, diventandone in seguito regista e autore, confluendo poi definitivamente in quella che è una brillantissima carriera davanti alla macchina da presa che gli ha regalato innumerevoli riconoscimenti e infinite lodi da parte della critica e del grande pubblico non solo italiano ma anche internazionale.
Il primo ruolo da protagonista, Elio lo conquista nel 1992, a soli dodici anni, nel film di Castellano e Pipolo "Ci hai rotto papà", una modesta commedia che lo vede bucare lo schermo per la prima volta.
Terminati gli studi al liceo scientifico, intraprende il percorso teatrale che lo formerà come artista, e nel 1999 arriva la grande occasione di tornare nuovamente al cinema; Carlo Vanzina gli offre infatti il ruolo principale nel suo "Il cielo in una stanza", una variazione sul tema del regista romano che abbandona solo momentaneamente i suoi cinepanettoni a favore di una storia come sempre brillante ma indubbiamente più riflessiva. Il film non è un capolavoro, ma Elio è ormai lanciato.
Nel 2001 recita in un ruolo secondario per il grandissimo Ettore Scola nel drammatico "Concorrenza sleale", interpretato da Diego Abatantuono, Sergio Castelletto e Gérard Depardieu e nel 2002 lo vediamo interprete dello sportivo "Ultimo stadio" di Ivano De Matteo e del notevole dramma di Emanuele Crialese "Respiro", con Valeria Golino.
Il 2003 è per lui un anno significativo, che lo vede ricevere il suo primo riconoscimento ufficiale per il film "Liberi" di Gian Maria Tavarelli. Per la sua interpretazione si aggiudica infatti il premio Annecy cinèma italien come miglior attore. Nello stesso anno, è inoltre nel cast di altre due pellicole ricoprendo ruoli minori: "Fame chimica" di Antonio Bocola e Paolo Vari e "Ora o mai più" di Lucio Pellegrini.
Segue nel 2004 una partecipazione importante alla commedia di Giovanni Veronesi "Che ne sarà di noi", in cui condivide la scena con altri giovani e promettenti attori della sua generazione quali Silvio Muccino, Giuseppe Sanfelice e Violante Placido. La sua caratterizzazione dello spocchioso ma disilluso Manuel lo eleva due spanne sopra gli altri interpreti, fornendo a quello che poteva essere solo un semplice teen-movie una significativa carica drammatica, grazie alla quale otterrà la sua prima candidatura ai David Di Donatello e ai Nastri d'Argento come miglior attore non protagonista
L'anno successivo segna le prime grandi svolte di carriera, e lo vediamo figurare in ben 6 pellicole: recita per Libero De Rienzo nella sua opera prima "Sangue - La morte non esiste", interpreta un piccolo ruolo nel film di Luca Guadagnino "Melissa P.", tratto dal romanzo scandalo dell'omonima scrittrice, si presta al servizio di Gabriele Salvatores nel suo noir "Quo vadis, baby?", ha il grande onore di far parte del cast (per buona parte italiano) del drammatico "Mary" di Abel Ferrara, vincitore del Gran Premio della giuria alla 62a Mostra del Cinema di Venezia, diventa ‘il Sorcio' per il "Romanzo criminale" di Michele Placido ed ha infine una parte minore in "Chiamami Salomè" di Claudio Sestieri.

Per la televisione, lavora invece con Dario Argento, che gli affida il ruolo di protagonista nel giallo "Ti piace Hitchcock?", episodio pilota di una serie televisiva mai proseguita.
Nel 2006 è Paolo Virzì ad aggiudicarselo per la sua commedia storica "N (Io e Napoleone)", con Daniel Auteuil, Monica Bellucci e Massimo Ceccherini, a cui segue il poco apprezzato horror "Padiglione 22" di Livio Bordone.
Il 2007 consacra definitivamente il talento di Elio Germano con il trionfo de "Mio fratello è figlio unico" di Daniele Luchetti. La sua magistrale interpretazione del fascista Antonio "Accio" Benassi gli vale il David Di Donatello come miglior attore protagonista, oltre che un Ciak d'Oro e un Globo d'Oro. A giudizio unanime, il film è uno dei migliori visti in Italia nell'ultimo decennio, e riceve calorose accoglienze anche all'estero, in particolar modo al Festival di Cannes dove fu presentato nella sezione Un Certain Regard.
Al Festival di Venezia, invece, presenta nello stesso anno l'intenso dramma "Nessuna qualità agli eroi" di Paolo Franchi, dove offre un'altra performance memorabile nella quale non esita a mostrarsi completamente nudo. La durezza del film divide pubblico e critica, ma è ormai acclarato che Germano è un attore capace di interpretare qualsiasi ruolo gli si proponga, adattandosi senza la minima difficoltà a situazioni da commedia leggera ad altre di poderosa drammaticità.
La conferma di ciò arriva nel 2008, in cui si conferma nuovamente uno degli attori più gettonati dell'anno. 4 sono i film di cui è interprete.
Francesco Patierno lo dirige nel biopic "Il mattino ha l'oro in bocca", tratto dall'autobiografia del popolare disc jokey Marco Baldini, inseparabile spalla del famosissimo show man Fiorello, in cui si narra della sua carriera radiofonica nell'emittente radio DJ e del suo vizio per il gioco d'azzardo che lo porterà a conseguenze spiacevoli.
Torna nuovamente a lavorare con Paolo Virzì nell'apprezzatissimo "Tutta la vita davanti", parabola amara sul precariato e sul mondo dei call-center, considerato uno dei film-fenomeno italiani degli ultimi anni, a cui segue un'altra valida performance ne "Il passato è una terra straniera" di Daniele Vicari e un'altra ancor più intensa nel cupo "Come Dio comanda", seconda collaborazione con Gabriele Salvatores, nel quale interpreta un ragazzo ritardato soprannominato "Quattro formaggi".
Nel 2009 lavora nuovamente con Ivano De Matteo ne "La bella gente", ma soprattutto torna a recitare in un importante produzione internazionale diretta da Rob Marshall. Stiamo parlando del musical "Nine", dove, seppur interpretando un ruolo minore, ha l'occasione di confrontarsi con star del calibro di Daniel Day-Lewis, Penelope Cruz, Marion Cotillard, Sophia Loren, Judy Dench e Nicole Kidman.
Arriviamo così al 2010, che è senz'altro un anno fondamentale per la sua carriera, in cui torna a recitare per Daniele Luchetti nel drammatico "La nostra vita", unico film italiano in concorso al 63° Festival di Cannes.
Nel film, Germano interpreta un operaio edile che deve affrontare la scomparsa della moglie e che si ritrova a dover badare da solo ai propri figli cercando in tutti i modi di non far loro pesare questa terribile perdita.
Una prova talmente straordinaria che gli vale il premio per la migliore interpretazione maschile proprio al Festival di Cannes ex aequo con Javier Bardem, che vince il premio per "Biutiful" di Alejandro Gonzàles Iñàrritu.
Era dal 1987 che un attore italiano non si aggiudicava tale riconoscimento al Festival di Cannes, e l'ultimo era stato niente meno che Marcello Mastroianni per "Oci ciorne" di Nikita Michalkov, in seguito nominato anche all'Oscar.
Chissà che non possa toccare la stessa sorte anche a Elio Germano...
Commenti
dalla stessa rubrica segnaliamo
Germano trionfa a Cannes: “Una dedica all’Italia!”
Francesca Casella
Recensione film: Come Dio comanda
Valentina Ariete
Finanziaria light, ma le spese ingrassano
Fabrizio Valenti
Crescita demografica e sviluppo economico, problemi ed atteggiamenti verso il fenomeno
Economisti Invisibili
dallo stesso autore
Monica Bellucci maga per la Disney
Clive Owen: indiscusso talento e fascino tipicamente “british”
Primo piano
CALCIO - CONFEDERATIONS CUP - Pirlo e Balotelli firmano il successo
Luca d'Alessandro
ASIA - Accordo Cina-India, svolta storica nel continente asiatico
Valentina Berdozzi
APPUNTAMENTI - Idos presenta il Vademecum sul dialogo intererreligioso
Redazione
CALCIO - ROMA - Rudi Garcia è il nuovo allenatore della Roma
Luca d'Alessandro
A.C. Meltin'Pot - P.Iva 09250301000

