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Recensione: Affetti & dispetti

Dal Cile arriva Raquel, l’anti Mary Poppins

28.06.2010 - Emanuele Lisi



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Titolo: Affetti & dispetti
Regia: Sebastiàn Silva
Cast: Catalina Saavedra, Claudia Celedòn, Mariana Loyola, Alejandro Goic
IMDB: 77/100
Voto: 73/100

 

Scontrosa e irritabile, introversa, permalosa e vendicativa, tutt'altro che attraente. Questa è Raquel, governante da oltre vent'anni dei Valdès, una famiglia borghese di Santiago del Cile. Nonostante il suo atteggiamento scostante e tutt'altro che affettuoso, la donna è in realtà molto attaccata ai suoi datori di lavoro, per cui è diventata negli anni un punto di riferimento. Quando a causa delle sue continue emicranie la padrona di casa Pilàr decide di affiancarle un'altra domestica, il terrore di perdere il suo ruolo centrale all'interno del nucleo familiare porterà Raquel quasi alla follia, facendole iniziare una lotta spietata al fine di costringere tutte le candidate a scappare. Il suo metodo sembra funzionare, finchè l'ultima delle malcapitate, Lucy, risponderà ai suoi attacchi con un'arma inaspettata: la dolcezza.

Arrivato in Italia con il titolo in parte fuorviante e un po' improbabile "Affetti & dispetti", "La nana" ("governante", appunto), seconda fatica del trentunenne Sebastiàn Silva, si è già fatto notare in numerosi festival internazionali.
Primo pregio della pellicola, girata quasi completamente in interno, è l'aver reso in modo piuttosto credibile la quotidianità della vita familiare, nonostante alcune situazioni al limite del grottesco. Il vero punto di forza però è lo splendido e complesso personaggio di Raquel, tanto fragile quanto capace di perfidia, impersonata con maestria da Catalina Saavedra, premiata al Sundance e al Festival di Torino. Mentre le altre figure vengono presentate in maniera abbastanza stereotipata (la madre indaffarata ma presente, il padre apatico e distaccato, la figlia maggiore capricciosa e il figlio adolescente in piena crisi ormonale), quella di Raquel viene pennellata con tante sfumature diverse, osservata da vicino nella sua solitudine,lasciando intravedere una profonda umanità dietro l'apparente durezza, e seguita nel folle percorso che, anche attraverso colpi bassi e angherie, la porterà alla (ri)scoperta della gioia di vivere.

L'unico peccato è l'aver lasciato il palato dello spettatore parzialmente insoddisfatto: la tensione crescente che il film promette all'inizio, si stempera repentinamente proprio quando dovrebbe raggiungere il suo culmine, ovvero con l'arrivo della minaccia più grande, Lucy, con una conseguente dilatazione del ritmo. Un pizzico di cattiveria in più avrebbe sicuramente reso più gustosa la pellicola, la cui solida struttura narrativa pare srotolarsi lievemente nella parte finale, ma evidentemente Silva, anche co-sceneggiatore, ha privilegiato una scelta di affetto verso il personaggio di Raquel, al quale ha voluto regalare un'ormai insperata serenità.

Gridare al miracolo appare eccessivo ma, soprattutto nell'asfittico panorama estivo, "La nana" è una pellicola assolutamente degna di interesse.

Infine una curiosità: al giovane regista piace fare tutto in famiglia, infatti il film è girato quasi interamente nella casa dove egli è realmente cresciuto e l'attore che interpreta il secondogenito dei Valdès è il suo fratello minore Augustìn.

 

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