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Recensione: "Inside America"

Dall'avanguardia ai film

27.11.2010 - Valentino Catricalà



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Immagini sporche, mosse, sfocate, inquadrature tagliate, volti ripresi a metà: un modo di fare cinema, questo, che richiama senza dubbio ad un atteggiamento sperimentale, in linea con tutta quella importante tradizione che Dall'avanguardia arriva al cinema.      Un atteggiamento, questo, che non si ferma al semplice sperimentare fine a se stesso. La macchina instabile descrive, infatti, una realtà instabile: quella dei giovani messicani in America, ai confini con il Messico. Scuole che sembrano caserme, famiglie povere, giovani allo sbando. Il tutto con una sottile vena ironica al limite tra la risata e l'amaro. Ecco allora che la macchina a mano indaga, con un continuo di primi piani, la psicologia profonda di questi personaggi, avvicinandosi sempre più a quella verità che trova nelle tecniche 'sperimentali' il suo lato di finzione. La vera dimostrazione della morte del sogno americano.

 

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