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RECENSIONE - Butter di Jim Field

L’adorabile parodia integralista

02.11.2011 - Enrico Rossignoli



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Sono trascorsi almeno 2 anni dal ricordo di un Festival di Roma in cui esordivano brillanti commedie parodistiche, ironici documentari (candidati all’Oscar) e surreali presenze d’autore che mai stonavano nell’orchestra del palinsesto romano. Nelle ultime edizioni il Festival ha proposto all’Auditorium qualche sottovalutato assolo e innumerevoli dissonanti bande popolari. Pretesti per far cassa e mandare avanti la Fondazione Cinema per Roma.

Il sacrificio della qualità non è però il motto di questa 6° manifestazione, che iniziò il suo viaggio nel 2006, quando ancora veniva chiamata amabilmente Festa del Cinema.  

Butter può essere considerata la pellicola simbolo di questo evento 2011 ospitato dal Parco della Musica. Una convincente opera politica, dal tono estremista e satirico, che riesce a destreggiarsi con leggerezza nel difficile intento di dimostrarsi originale. E’ il lavoro sublime del britannico Jim Field, che raduna un cast d’eccezione formato da Jennifer Garner, Hugh Jackman e Olivia Wilde, che si conferma all’altezza di una sceneggiatura sofisticata e appassionante.

Le vicende ruotano attorno alla bimba prodigio Destiny, che scopre di possedere il talento innato di scolpire alla perfezione statue di burro. La giovane orfana, sbalottolata da una famiglia all’altra, si ritrova cittadina di un bigotto stato del Midwest, noto per la pratica della scultura, da oltre un secolo lo sport nazionale più agguerrito.  

Destiny partecipa all’annuale concorso, sfidando Bob Picker, l’Elvis del Burro (Hugh Jackman), la cui moglie Jennifer Garner lo costringe a gareggiare per non rinunciare allo scettro di campione.

E’ da questo esilarante spunto che Field realizza una sceneggiatura pregevole per contesto critico e tempismo storico. Butter offre il ridicolo palcoscenico della campagna elettorale repubblicana passando attraverso i stereotipi integralismi cattolici della destra americana. Conquista il pubblico con semplicità comica e sottile ironia, caratterizzata dai suoi protagonisti puritani che richiamano American Beauty di Sam Mendes.

Ad un anno dalle imminenti elezioni presidenziali, Butter prende di petto un argomento scottante senza mancare un obiettivo: appassionare il pubblico ad una gara di scultura di burro; risultare grotteschi e surreale senza scadere nello sgradevole pedante; suscitare originalità attraverso personaggi tanto bizzarri quanto credibili.

Ne esce fuori un lungometraggio (tristemente) esilarante, (amabilmente) convincente, (semplicemente) intelligente, capace di rendere tre attori discreti (non eccelsi)  in tre performance in stato di grazia. Tutto condito da ricatti, imbrogli politici, false confessioni e promesse stelle-e-strisce che disorientano e appassionano sulla reale natura dei protagonisti. Ognuno in cerca di riscatto morale, piacevolmente in direzione della sorpresa finale che non accetta compromessi né ipocrisie.

Eccessivo e parodistico. Troppo scorretto per uscire nelle rigide sale d’oltreoceano. In trepida attesa invece, nelle nostre.

 

 

Regia: Jim Field

Cast: Jennifer Garner, Ty Burrel, Olivia Wilde, Hugh Jackman

Trailer

 

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