RECENSIONE - Death of a Superhero
03.11.2011 - Carlo Brunelli
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Donald è un quindicenne malato di tumore. Adora disegnare e sfoga il suo sentirsi diverso dagli altri scrivendo cupe storie a fumetti. Donald ha anche tendenze suicide, e sentendosi a un passo dalla fine gira per Dublino di notte riempiendola dei suoi magnifici ma cupi ed espliciti graffiti.
Così, Don rientra a casa quasi ogni sera riaccompagnato dalla polizia, dando un dispiacere enorme alla madre che non vuole mollare anche se la malattia del figlio sembra incurabile, e lo fa sentire in colpa perché non vuole lottare contro la malattia. Nonostante Don sia pieno di rabbia e spesso si comporta in modo sconsiderato, la famiglia continua ad aiutarlo. Falliti molti tentativi di far cambiare la mentalità del ragazzo dagli psicologi, i genitori decidono di affidare Donald alle cure del tanatologo Adrian King (interpretato da Andy Serkis, il Gollum/Smigol del Signore degli Anelli), cioè un esperto che lo aiuterà ad avvicinarsi alla fine, un "dottor morte", come lo chiama il ragazzo. Tra i due a poco a poco si instaura un bel rapporto, perché il dottore capisce il ragazzo e lo lascia libero di esprimere sia la sua arte che la sua rabbia. Questo provoca dei netti miglioramenti nel carattere di Don e quando il ragazzo a scuola incontra Shelly, una ragazza alternativa e diversa da tutte le altre, riscoprirà la voglia di vivere anche quei pochi giorni che gli sono rimasti.
Diretto dal regista Ian FitzGibbon e tratto dall'omonimo romanzo del neozelandese Anthony McCarten, Death of a Superhero è presentato al Festival Internazionale del Film di Roma nella sezione Alice nella Città, dedicata ai film per ragazzi. Troviamo un po' riduttiva questa scelta. Se è vero che la pellicola racconta la storia di un sedicenne, delle sue passioni e dei suoi dolori, della sua storia d'amore e dei suoi difficili rapporti con gli adulti, Death of a Superhero è molto più maturo di tante pellicole viste nella selezione principale del Festival.
Un film di livello, sia per contenuti, sia per regia e fotografia, sia per realizzazione: realtà e finzione sono abilmente mixate e la realizzazione grafica della parte in animazione è molto affascinante. Ottime anche le musiche. Veramente un prodotto interessante, che ha lasciato più di uno spettatore con le lacrime agli occhi.
Voto: 80/100
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