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Mazzacurati. La Felicità della compiutezza espressiva

fino al 21 febbraio 2010

15.12.2009 - Simone Di Tommaso



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Il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita un'importante mostra che racconta, a quarant'anni dalla sua scomparsa, il lavoro artistico di Marino Mazzacurati attraverso l'esposizione di oltre ottanta opere tra cui dipinti, sculture, lavori grafici e di arte applicata.

Mazzacurati è una figura fondamentale per l'arte italiana, e in particolare romana, nel periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Trenta. Il suo percorso artistico ha attraversato luoghi cruciali della vita culturale nazionale consentendogli di stringere importanti legami con illustri artisti dell'epoca, tra cui Scipione, Mafai e la Raphaël, con i quali fonda la cosiddetta "Scuola Romana".

Nato a Galliera, nel bolognese, nel 1908 giunse a Roma nel 1926  e, dopo essersi legato ad alcuni artisti, fondò la rivista "Fronte", il cui ambizioso intento era quello di riunire il meglio delle Arti Figurative e della Letteratura italiana, illustrando le prime istanze antinovecentiste per un'arte di espressione sincera e di contenuto vivo nel sentimento e nella forma. La rivista, che si avvalse di collaboratori come Carrà, Morandi, Martini, Scipione, Mafai, Moravia, Falqui, Ungaretti, Savinio, ebbe un pieno riconoscimento critico, pur senza una lunga vita. Dopo un viaggio a Parigi  e vari soggiorni a Milano si avvicinò al campo della scultura, dove espresse un'acuta originalità espressionistica e un personale dinamismo drammatico, raffigurando figure di imperatori romani e di personaggi della fantasia con un sapore ironico e chiaramente polemico.

Dopo la Liberazione dal fascismo, l'artista si schierò a favore di una scultura realistica, realizzando, in numerose città, monumenti ai caduti della Resistenza, opere dal forte impatto realistico con evidenti richiami alla classicità che evidenziano l'impegno civile e la personale adesione agli ideali di libertà e giustizia. Egli riteneva, infatti, che l'arte potesse svolgere una funzione sociale.

La mostra analizza i rapporti tra Mazzacurati e la città di Roma e riesce compiutamente a prendere in esame tutti gli aspetti stilistici della sua opera, partendo dalle prime sperimentazioni pittoriche e arrivando alle sculture dell'ultimo periodo, senza tuttavia trascurare le arti applicati, come la ceramica e il mosaico, con cui raggiunse un importante successo.

Tra le opere esposte meritano attenzione "Il ritratto del fratello Giorgio", una "Natura morta" di morandiana memoria, "Paesaggio romano" del 1930, "Casa rossa", l'altorilievo in gesso "Strage degli Innocenti", i due bronzi "L'imperatore" e "Lottatori".

Accanto a quelli di Mazzacurati la mostra raccoglie, insieme ad inediti materiali documentari e archivistici, i lavori di altri artisti quali Scipione, Mafai, Leoncillo, Guttuso, Di Cocco e Cavalli.

La mostra è particolarmente interessante e si pone nella tradizione inaugurata da qualche anno dal museo di Villa Torlonia, che si è ormai specializzato negli studi sull'arte della Scuola Romana nel periodo compreso tra gli Anni Trenta e gli Anni Cinquanta, emergendo nel panorama espositivo romano.

 

Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi, via Nomentana 70 - Roma

dal 26 novembre 2009 al 21 febbraio 2010

aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 16.30. Lunedì chiuso

biglietto intero € 7, ridotto € 5 (integrato con la visita al Casino Nobile)

www.museivillatorlonia.it

 

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