Percorsi del Novecento romano dalla Galleria comunale d’arte moderna
fino al 4 luglio 2010
13.04.2010 - Simone Di Tommaso
BIENNALE DI VENEZIA - Cara Amica Arte
Presentato il Padiglione della Repubblica Araba Siriana
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MOSTRE - 'Brueghel, meraviglie dell'arte fiamminga'
Prorogata fino al 7 luglio la mostra allestita al Chiostro del Bramante.
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MOSTRE - Giovanni Villarà
Vivacità di colori, forme geometriche e poesia
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Scipione (Gino Bonichi), Il Cardinal Decano, olio su tavola, 1930
Una mostra da non perdere che farà felici studiosi d'arte e semplici turisti, una mostra che riporta alla luce settanta capolavori precedentemente stipati in un deposito, restituendo al pubblico opere di primaria importanza di proprietà comunale.
"Percorsi del Novecento romano dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna" rappresenta una vera e propria occasione per ammirare dipinti e sculture che hanno fatto la storia dell'arte novecentesca romana e italiana ma che giacciono, da anni, stipati in un deposito nell'attesa dell'imminente e sempre rimandata riapertura del loro adeguato spazio espositivo, quella Galleria che è stata ospitata dapprima a Palazzo Caffarelli, in Campidoglio, poi a Palazzo Braschi, al Palazzo delle Esposizioni e infine, dal 1995, nell'ex convento delle Carmelitane Scalze di via Crispi. Sistemazione questa che sembrava definitiva e in grado di permettere la visione d'insieme delle opere ma che, invece, si è rivelata anch'essa provvisoria, essendo la Galleria chiusa dal 2003 per lavori urgenti di adeguamento funzionale dell'edificio, purtroppo non ancora terminati.
La storia della Galleria Comunale d'Arte Moderna è stata quindi da sempre travagliata e tormentata. Si spera però che l'inaugurazione di questa mostra, ospitata nel Casino dei Principi di villa Torlonia fino al prossimo 4 luglio, faccia sì che il lavoro di restauro della sede di via Crispi, o altresì la scelta di un ulteriore luogo espositivo, subisca un'accelerazione.
Il percorso della mostra, curata da Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno, è tematico e si suddivide in cinque sezioni, dedicate rispettivamente alla Secessione e al Divisionismo, al Classicismo, all'Aereopittura futurista, alla Scuola Romana, nelle sue diverse declinazioni dal Tonalismo e al Realismo Magico, alla Scultura.
L'opera più affascinante della mostra (esposta nella prima sala) è sicuramente l'amletico 'Dubbio' di Giacomo Balla; opera post-impressionista del 1908 che raffigura la moglie Elisa nel momento in cui volge la testa e indirizza lo sguardo allo spettatore con fare ammaliante: è un dipinto che si situa ai vertici dell'intera produzione dell'artista e che anticipa, in qualche modo, la rivoluzione futurista di qualche anno dopo.
Il viaggio secessionista e divisionista prosegue con 'Ortensie' e 'Violette' di Enrico Lionne, opere di chiara ascendenza postimpressionista caratterizzate dal sapiente uso della luce e del colore, con 'Il vestito viola' di Camillo Innocenti, 'Enrica in viola' di Antonio Mancini e con la splendida natura morta di Felice Casorati intitolata 'Albergo di provincia'.
Il successivo Classicismo è rappresentato dalla grande tela di Felice Carena 'Serenità', uno dei capolavori della collezione comunale meno conosciuti dal grande pubblico, che raffigura delle donne svestite che si trovano all'ombra di un albero sulle rive di un lago misterioso in un'ambientazione di ispirazione rinascimentale. Del medesimo periodo sono 'La famiglia' di Mario Sironi dal paesaggio scuro e desolato, 'Nello studio' di Leonetta Cecchi Pieraccini, che raffigura un adolescente immerso nella lettura all'interno di in una camera da letto del tutto fuori dal comune, un vigoroso 'Combattimento di gladiatori' di Giorgio De Chirico e, infine, 'Composizione', mosaico del 1933 di Gino Severini.
L'Aeropittura futurista, caratterizzata dal mito del volo aereo, dalla velocità della macchina e dall'ebbrezza della visione dell'alto, è ben rappresentata in mostra da 'Velocità di motoscafo' di Benedetta Cappa Marinetti, da 'Aeropittura' di Osvaldo Peruzzi e da 'Vite orizzontale' di Tullio Crali.
Il cuore della mostra è costituito dalle opere della Scuola Romana. Veri e propri capolavori, raramente visibili, come le due opere di Scipione 'La via che porta a San Pietro' e 'Il Cardinal Decano'. Questo ultimo quadro per la visionarietà e la trasfigurazione dei soggetti ricorda la pittura di El Greco e sembra al tempo stesso anticipare il movimento transavanguardista italiano degli anni '70 . Scipione descrive un sinistro senso del male che pervade la realtà: i paesaggi cittadini, i personaggi, gli oggetti delle nature morte. Sono d'altra parte gli anni della Roma Imperiale di Mussolini.
Il percorso attraverso gli anni della Scuola Romana continua con 'Palestra' e 'Paesaggio romano' di Fausto Pirandello, 'Donne che si spogliano' di Mario Mafai e la bellissima 'Natura morta' di Giorgio Morandi.
Il percorso espositivo si conclude con alcune importanti sculture: 'Il pastore' di Arturo Martini, 'Busto femminile' di Nicola D'Antino, 'Cavallino' di Arturo Dazzi e 'Bagnante' di Marino Marini.
Dal 31 marzo al 4 luglio 2010
Casino dei Principi di Villa Torlonia - via Nomentana 70, Roma
Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Chiuso il lunedì.
Biglietto unico integrato con visita al Casino Nobile, alla Casina delle Civette, e al Casino dei Principi: intero € 9 - ridotto € 5,50
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