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L'ENEIDE di Virgilio al Foro di Augusto

Fino al 1 Agosto l’opera di Virgilio in una trasposizione originale e suggestiva

28.07.2010 - Daniele Maurizi



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"Infandum regina iubes renovare dolorem". Sulla scena un dolore talmente grande che non ha parole, dolore per un naufragio, per un ricordo che non tornerà. Dolore di due marinai,  dolore struggente di chi si è salvato e si volge indietro a guardare il mare. Fermi, i due sopravvissuti rimangono seduti e giocano a dadi, seduti sulle loro valigie. Tirano a sorte proprio loro che sono vittime della sorte, di un destino crudele che li ha lasciati, esuli, in una terra straniera. Nella macchia di sangue che entrambi portano addosso è racchiuso un sentimento senza tempo. Ora come allora, è sempre lo stesso il dolore di chi si volge indietro a guardare il mare, un mare clemente che l'ha risparmiato, un mare crudele che ha ingoiato troppo, persone e cose, cose e sogni. Dalle loro parole emerge il racconto del naufragio di una nave, di un viaggio periglioso in mare, un grande nome: Enea.

Enea, eroe leggendario, esule da Troia e padre di Roma? Enea audace e coraggioso? No, non è questo l'Enea che si offre ai nostri occhi all'inizio. Vecchio e stanco, l'uomo Enea scende a fatica le scale, senza onore e senza gloria, e racconta il suo dolore ad orecchie che nemmeno lo ascoltano. Piegato sotto il peso delle sue lacrime, il vecchio Enea si allontana mentre il suo racconto diviene realtà in un lungo flashback.

"Arma virumque cano". Canto le armi e l'uomo, l'uomo Enea che, tra le pietre del foro di Augusto, è costretto a salutare Didone. Non l'amore ma il dovere, non la scelta ma il destino, costringono Enea a partire. Dietro l'eroe Enea però c'è sempre l'uomo che deve scontrarsi con il dolore della sua donna, con la delusione di  colei che non vuole restare sola. In una cornice mozzafiato, tra colonne diroccate ed una luna piena che è sempre la stessa in ogni tempo, Didone canta il suo amore e la sua rabbia, prima di togliersi il respiro di sua mano. E mentre il rogo della regina brucia, le navi di Enea sono già lontane, dirette verso Cuma. Proprio lì, Enea scende nel regno dei morti ed ascolta dalle parole di suo padre Anchise la futura grandezza di Roma, vede i suoi futuri discendenti. Con grande impatto visivo, le anime che si reincarneranno e che diverranno i futuri romani, indossano nuovi vestiti, nuovi corpi che avvolgeranno anime antiche che da tempo riposano nel regno dei morti.

Dopo lungo vagare, Enea giunge nel Lazio, dove si compirà il suo destino. Il suo arrivo è segnato dalla guerra, dalla forte rivalità con i Latini e soprattutto con Turno, re dei Rutuli. Anche in questo caso a combattere sono due eroi, due uomini con le loro storie e con il loro destino. Turno combatte con vigore ma, nell'estremo sforzo, non riesce a colpire Enea con un enorme masso. In quell'attimo si rivela il suo destino, quello di Enea, quello di Roma. Una gloria che si impasta con il dolore e con un'umanità che è sempre attuale.

Rappresentazione estremamente raffinata e commovente, resa tale da molteplici fattori. Il carattere suggestivo dello scenario conferisce un sapore antico a sguardi e sentimenti tremendamente attuali. L'intensa interpretazione dei personaggi coinvolge lo spettatore. Ciò che più colpisce però è la profonda rivisitazione del testo di Virgilio: la precisione filologica  lascia spazio ad una visione umana e polivoca dell'esperienza di Enea. L'eroe lascia spazio all'uomo e l'uomo, ben si sa, è lo stesso in ogni tempo. Si consiglia una "rinfrescata" della conoscenza dell'opera prima di tuffarsi nella visione della rappresentazione: i salti sono spesso importanti e non esattamente consequenziali. Ma per una rappresentazione di circa un'ora e mezza è evidente che qualche scelta doveva essere fatta. Sarebbe stato interessante sentire i dattili e gli spondei nelle citazioni latine. In latino è molto importante la musicalità e il ritmo, che diventano stile ed aiutano e guidano anche nell'interpretazione. Davvero bravi i danzatori della compagnia "De Klan".

 

Dal 24 Giugno al 1 Agosto, ore 21.30 (dal giovedì alla domenica)

Foro di Augusto - Piazza del Grillo, 1

Prenotazione obbligatoria: biglietto unico 30 euro

Teatro de' Servi - Via del Mortaro, 22 - tel.: 06 6795130

passaggisegreti@labilancia.it - www.passaggisegreti.it

 

 

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