TEATRO - Karenina, prove aperte di infelicità
Monologo in atto unico interpretato dall'ammaliante Sonia Bergamasco, per la regia di Giuseppe Bertolucci. In scena al Teatro India dall'11 al 15 aprile
13.04.2012 - Sara Benvenuto
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Fascio di luce. Pianoforte. Esile corpo di donna. Musica e parole. Un turbinio di voci che intercorrono nella definizione non di un personaggio delineato ma di un sentimento. Un percorso a ritroso atto a ritrovare lo stato d'animo di inquieta creatività che ha condotto l'autore di "Guerra e pace" a dare vita al capolavoro del realismo russo. E' Sonia, la moglie di Tolstoj, a raccontarci l'inquietudine creativa dello scrittore, è lei a dirci che "sta scrivendo un romanzo di vita privata e di epoca contemporanea", in cui le matrici familiari e sociali si intrecciano in una storia dagli esiti disastrosi.
Folgorato da quel "nudo gomito femminile di un elegante braccio aristocratico , Tolstoj viene perseguitato da quell'immagine al punto di perseverare nel tentativo di crearne un'incarnazione totale. Ed ecco che piano piano prende vita sulla scena un corpo che matura e degenera, emblema dell'adulterio, suicida non perché ama ma perché non nasconde la sua bramosa passione amorosa per il suo amante, il conte Vronskij. Nella società della maldicenza, un tritacarne sociale, lo spirito libero tacciato di peccato diventa un reietto, macchiato di una colpa che non cancellerà e che pagherà con l'emarginazione totale.
In scena non la storia di Anna Karenina, ma la gestazione del suo personaggio. Ricostruiamo attraverso le testimonianze, i racconti e le citazioni la passione di una donna che paga con la morte la brama del desiderio amoroso. Viviamo con lei il rimorso di una passione che ormai non soddisfa, poiché vittima non dell'amore ma di quello che Girard chiama desiderio mimetico, indotto dalla volontà di possedere l'oggetto più desiderato.
Anna è radiosa, luminosa, ammaliante. Sposata con un uomo devoto e rispettabile. Solo così la storia avrebbe funzionato dice Tolstoj. Solo un uomo religioso e pio avrebbe potuto leggere sullo sgraziato ma affascinante viso della donna l'ombra del demonio. Anna diventa un punto di intersezione tra la peccaminosa Hester Prynne e la libertina contessa Olenska, donne adultere punite dalla società.
Con una struttura circolare lo spettacolo si chiude sulla scia della scena iniziale in cui si racconta l'episodio di cronaca che scosse Tolstoj al punto da continuarne la storia. Una donna, distrutta dall'amore e dalla vergogna decide di togliersi la vita gettandosi sotto al binario centrale del treno. Così anche Anna, allo stremo delle forze ci conduce nel vortice del suicidio, ultimo respiro. Non c'è speranza per colei che esce dall'ordine sociale.
Uno spettacolo fisico, carnale, passionale. Nel buio frammentato da spiragli luminosi si muove un corpo dinamico e sinuoso. Un corpo espressivo che traduce in movimento il sentimento di inquietudine che contamina tutto lo spettacolo.
Psicotica e schizofrenica Sonia Bergamasco, sperimenta corpo e voce su un palco che la avvolge e la libera. D'apprima sensuale poi diventa una reietta: i movimenti si inaspriscono, le grida diventano strazianti, fino all'ultima decisione, spinta dall'incomprensione verso il genere umano, lei non può più amarsi e non può più amare la vita.
Karenina, prove aperte di infelicità
da Lev Tolstoj
di Sonia Bergamasco e Emanuele Trevi
regia Giuseppe Bertolucci
con Sonia Bergamasco
Teatro India, Lungotevere Vittorio Gassman, 1 - Roma
orari spettacolo:
11 aprile ore 21.00
12 | 13| 14| aprile ore 20
domenica ore 18.00
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