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Recensione: Artemisia - Gocce d'Assenzio

26.07.2010 - Marcello Moi



Titolo: Gocce d'Assenzio
Artista: Artemisia
Etichetta: Videoradio
Anno di uscita: 2010
Genere: Hard Rock, Stoner
Voto: 7,5

 

Popolo del rock 'n' roll, eccovi servito un piatto davvero succulento per sfamare la vostra fame di schitarrate. No, non è un miraggio: nel 2010 è uscito davvero un album in puro stile rock senza troppi fronzoli, con la costante della chitarra strappamutande e con la chicca della ballatona strappalacrime (“Il sentiero”). Non c'è traccia di metal, e questa sarà senza dubbio una buona notizia per tutti coloro che, sentendo la voce di Anna Ballarin, potrebbero temere di trovarsi di fronte all'ennesima copia mal riuscita dei Lacuna Coil. Non c'è nemmeno il prog, nonostante qualche intermezzo ricordi inequivocabilmente i Dream Theater di “Metropolis pt.2”. Non ci sono derive pop (sembra quasi che a questo punto esca dalle casse un “Giammai!” che grida vendetta)...insomma, è proprio rock! 

“Gocce d'assenzio” è un disco molto compatto, che porta avanti una sonorità energica e coerente dall'inizio alla fine senza mai scadere nella monotonia. Proprio bravi gli Artemisia; cambi di tempo e riff azzeccati come non se ne sentivano da tempo tengono sempre viva l'attenzione e mantengono il livello di adrenalina costantemente alle stelle. Per dirla tutta, non mancano momenti più melodici (vedi “Il tempo”), ma sono solo delle pause per riprendere fiato dopo intere sessioni di chitarra corrosiva, suonata praticamente con un plettro di carta vetrata. 

Agli estremi di un lavoro così maturo e completo troviamo “Umana forma”, incipit dell'album e senza dubbio il pezzo più sanguigno dell'intero lotto, e la già citata “Il sentiero”, ballata che sconfina del folk grazie all'incursione inaspettata ma molto gradita di fisarmonica. Non c'è nient'altro da dire, anche perchè raccontare l'energia che può trasmettere il rock è una battaglia persa in partenza. Unico neo, non proprio secondario, la voce di Anna: cristallina e pulita, ma parecchio calante quando si spinge troppo in alto. 

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