Recensione Planet 51
Il fratellastro di Wall-e
11.11.2009 - Valentina Ariete
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| Titolo: | Planet 51 |
|---|---|
| Regia: | Jorge Blanco |
| Cast: | (voci) Luca Ward, Alessandro Tiberi |
| IMDB: | 61/100 |
| Voto: | 60/100 |
In un pianeta lontano creature verdi vivono pacificamente tra loro in quella che sembra una città anni '50 della provincia americana.
Staccionate bianche, il ragazzo che consegna i giornali, il barbecue della domenica.
A sconvolgere il tranquillo equilibrio del Pianeta 51 è un mostro dotato di una strana tuta e con un gigantesco occhio solo: un astronauta americano.
Gli autori di Shrek tornano con una storia che ribalta il punto di vista dei classici film di fantascienza: e se fossimo noi gli alieni?
Questa l'idea su cui si basa la pellicola diretta da Jorge Blanco che non perde l'occasione di riempire il film di citazioni: il cane degli abitanti di Planet 51 è un piccolo alien, la città in stile anni '50 sembra quella di Ritorno al futuro (anche alcune canzoni del film cult di Zemekis sono udibili), c'è l'ormai leggendario insieme di accordi del "Così parlò Zarathustra" di Strauss di kubrickiana memoria e così via.
L'idea in sè non è male, ma la storia si arena presto nella direzione più facile.
L'astronauta Chuk Baker fa amicizia con Lem, un adolescente verde e in piena crisi ormonale, complessato e innamorato della vicina di casa, verde anche lei, Neera.
La strana coppia si aiuta a vicenda in un trionfo di politically correct e buoni sentimenti.
Purtroppo per chi decide di realizzare film di animazione il livello da raggiungere si è alzato enormemente grazie ai signori che dirigono la Pixar: dopo capolavori assoluti come Ratatoille, Wall-e e il recente Up, non basta un alieno dalla faccia simpatica e qualche citazione cinefila per fare una buona pellicola. Almeno non una che possa piacere alle persone dai dieci anni in su.
Planet 51 è carino e spesso divertente, presenta anche un'interessante ricerca di stile apprezzabile grazie ai numerosi oggetti dal design futuristico e allo stesso tempo classico visibili nella pellicola, ma per battere la Pixar ci vuole ben altro.
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