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venerdì 03 settembre 2010


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HORROR PARADISE: recensione di “TERRIBLE TRUTH” di Angelo e Giuseppe Capasso

09.01.2010 - Luca Ruocco

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Tutto procede con ilarità  e affiatamento fino a quando la maschera di Eddie finisce distrutta, dai morsi di un cane da guardia, proprio durante uno dei colpi. In quel momento sembra che le loro "vite perfette" inizino ad incrinarsi e a prendere delle strade prima inimmaginabili.

Angelo Giuseppe Capasso firmano un perfetto dramma della gelosia: Eddie che in infanzia aveva involontariamente assistito ad un appassionato incontro carnale tra sua madre e suo padre, e questo suo trauma infantile si risveglia, stranamente, proprio in concomitanza con la perdita della sua maschera.

Come spogliato dalla sua instabile facciata di falsa sicurezza e aggressività, l'equilibrio mentale di Eddie inizia un processo inarrestabile che lo porterà ad un fragoroso tracollo.

Ossessionato da un possibile tradimento, da parte della sua Sara, l'uomo inizia a mischiare realtà e fantasia, perdendosi all'interno di miraggi in cui immagina modalità e possibilità di accoppiamenti meschini e lascivi.

Terrible Truth è un lavoro davvero molto curato, in tutte le sue sfaccettature.

I fratelli Capasso, che già erano riusciti a farsi notare per il cortometraggio L'Occhio, libera rielaborazione del racconto "Il cuore rivelatore" di Edgar Alla Poe, costruiscono con una perfezione maniacale la sequenza di inquadrature, amalgamandole in un montaggio senza intoppi. Decisamente sopra la media dell'indie, il lavoro fatto sulla fotografia.

La giusta commistione di pulp e ironia, fa di Terrible Truth un degno figlio del cinema post-tarantiniano.

La trama lineare e credibile non ha cedimenti strutturali, nell'arco dei 20 minuti di durata.

Molto buona anche la scelta degli interpreti, sempre credibili e nella parte, solo un passo sopra gli altri l'attore che interpreta il personaggio di Eddie.

La pianta della gelosia partorisce solo frutti velenosi, nel cupo gioiello pulp dei fratelli Capasso, che regalano al pubblico un finale [magari un po' prevedibile] ma davvero molto amaro. 

 

 

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