Il sogno di Roma olimpica

La Capitale potrebbe riprovarci per il 2020

14.10.2009 - Marco Valerio Moretti

Rio de Janeiro si aggiudica i Giochi Olimpici del 2016, per la verità senza che a Copenaghen (dove si era riunito il CIO per l'assegnazione delle Olimpiadi) sia stata necessaria una competizione troppo serrata. E' risultato inutile il viaggio di Barack Obama per sostenere la candidatura della sua Chicago e ben poche speranze di vincere aveva Madrid, data l'esistenza della legge (non scritta), che praticamente esclude la possibilità che abbiano luogo due edizioni consecutive dei Giochi nello stesso continente.

Ora però l'Europa potrebbe trovare nuovamente spazio, e Roma potrebbe provarci ancora.  La proposta era stata già lanciata lo scorso 30 settembre, in sede di riunione del Cna capitolino, dal Presidente della Camera di Commercio di Roma Andrea Mondello. In quell'occasione però, ci fu una certa freddezza da parte di Alemanno o meglio si preferì prendere tempo, aspettare almeno il verdetto di Copenaghen. Perché era stata proprio la vittoria della candidatura di Londra per le Olimpiadi del 2012 a far cadere, due anni fa, l'idea di una candidatura romana per il 2016. In seguito all'annuncio dell'assegnazione a Rio de Janeiro dei Giochi, è stato lo stesso delegato allo sport del Comune, Alessandro Cochi, a far sapere che la Giunta Alemanno ha in mente l'idea Roma 2020, che la sta portando avanti e che presto lo farà ufficialmente. A detta del delegato, però "è necessario non ripetere gli errori che hanno fatto fallire la candidatura di Roma per il 2004 con Rutelli e per il 2016 con Veltroni, e per questo bisognerà lavorare per finire le infrastrutture".

Perché oltre all'impiantistica sportiva serve un sistema in grado di ricevere l'evento, che ha alla base risvolti economici importantissimi: oltre al miglioramento del quadro infrastrutturale, si pensi, ad esempio, alla produzione e al commercio di prodotti di ogni genere legati alla manifestazione, nonché alla rete di servizi di ogni tipo che viene a svilupparsi al fine di promuoverla e riceverla.