L’entrata in vigore della tassa di 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da paesi extra UE, è stata nuovamente rinviata.
Già nelle prime settimane dell’anno, le conseguenze di questa misura si fanno sentire, con impatti significativi sul settore della logistica e sul commercio internazionale. Il governo Meloni, che aveva anticipato Bruxelles con questa imposizione nella legge di Bilancio 2026, si trova ora a dover riconsiderare la strategia a fronte delle difficoltà emerse.
Secondo le ultime rilevazioni della Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica (Confetra), i voli cargo destinati alle spedizioni di piccoli pacchi verso l’Italia si sono ridotti di circa il 40% nel solo mese di gennaio 2026. Questa contrazione mette a rischio l’efficienza del sistema logistico nazionale, con possibili ricadute negative sull’economia italiana che potrebbero superare i benefici attesi dall’imposizione fiscale.
Nel 2024, l’Unione Europea ha fatto registrare l’importazione di circa 4,7 miliardi di pacchi di piccole dimensioni e di scarso valore, di cui il 90% proveniente dalla Cina, che rimane il principale fornitore di queste spedizioni a basso costo. La Commissione Europea aveva valutato l’abolizione dell’esenzione dai dazi per questi piccoli pacchi, con l’obiettivo di contenere consumi che impattano negativamente sull’ambiente e di tutelare le aziende europee, in particolare nel settore tessile.
Con la legge di Bilancio 2026, il governo Meloni ha voluto anticipare l’intervento europeo, introducendo una tassa fissa di 2 euro sulle spedizioni di valore fino a 150 euro provenienti da paesi extra-UE. La misura, tuttavia, ha incontrato subito forti critiche per la sua natura quasi daziaria, competenza esclusiva dell’Unione Europea, e per le implicazioni sul mercato interno, tanto che una prima versione della norma prevedeva anche l’applicazione della tassa sui pacchi nazionali, ipotesi poi ritirata a seguito delle proteste.
Il rischio di elusione e conseguenze per la logistica italiana
L’effetto immediato della nuova tassa è stato quello di spingere i venditori a modificare le rotte delle spedizioni, evitando di sdoganare in Italia per non far gravare il costo aggiuntivo sui consumatori. La merce viene così scaricata in altri paesi UE, dove la tassa non si applica, e poi distribuita internamente senza oneri aggiuntivi. Questa dinamica rischia di penalizzare fortemente la logistica italiana, che vede ridursi i volumi di traffico e, di conseguenza, i ricavi da IVA e dazi doganali.
Il meccanismo della tassa impone al venditore di anticiparne il costo, un onere che incide pesantemente sui piccoli pacchi di valore modesto: un pacco da 5 euro, ad esempio, si vede aumentare il costo del 40%. Per questo motivo, il mercato si sta rapidamente adattando a bypassare la norma, con un effetto boomerang per l’Italia, che perde gettito fiscale e competitività logistica.
Il governo aveva previsto di incassare circa 122 milioni di euro nel 2026 con questa misura, ma le stime più recenti indicano una riduzione significativa di tali incassi e un possibile impatto negativo complessivo sul bilancio, a causa delle minori entrate IVA e dei costi aggiuntivi subiti dal settore logistico. Le dogane italiane, sebbene meno sovraccariche di piccoli pacchi, segnalano un peggioramento della situazione economica degli operatori.
In questo contesto, Forza Italia ha chiesto ufficialmente un ulteriore rinvio dell’entrata in vigore della tassa, mentre si fa sempre più concreta l’ipotesi che la misura possa essere definitivamente cancellata.

Come funziona oggi la spedizione dei pacchi in Italia(www.mpnews.it)
Gli utenti italiani e le imprese che devono spedire pacchi, tanto a livello nazionale quanto internazionale, possono usufruire di servizi moderni e flessibili offerti da Poste Italiane e dai principali corrieri espressi. Attraverso piattaforme online, come Poste Delivery Web, è possibile organizzare spedizioni direttamente da casa o dall’ufficio, con opzioni di ritiro a domicilio, spedizioni espresse o standard, e consegne in tutta Italia e all’estero.
Le spedizioni nazionali possono raggiungere un peso massimo di 70 kg, con tempi di consegna in media di 4 giorni lavorativi per il servizio standard e tempi più rapidi per l’express. Per le spedizioni internazionali, le tempistiche variano tra 2 e 25 giorni lavorativi a seconda della destinazione e del tipo di servizio scelto. La flessibilità e l’ampia rete di punti di ritiro, come gli Uffici Postali e la rete Punto Poste, consentono agli utenti di personalizzare la modalità di consegna in base alle proprie esigenze.








