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La mia casa era piena di candele profumate, poi ho scoperto cosa possono fare alla salute (e all’ambiente)

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La mia casa era piena di candele profumate, poi ho scoperto cosa possono fare alla salute (e all'ambiente) - mpnews.it

Usarle ogni giorno può sembrare innocuo, ma anche le candele più eleganti possono peggiorare la qualità dell’aria: ecco cosa dicono i medici e gli esperti del settore.

Per anni ho acceso candele profumate ogni sera, credendo di rendere più accogliente la casa. Lavanda, sandalo, pino, agrumi. Ne avevo una per ogni stanza, ogni umore. Poi ho scoperto che quel gesto, così rassicurante, non era così innocuo come sembrava. E non solo per chi ha problemi respiratori, ma anche per chi pensa di vivere in un ambiente sano. Dietro l’aroma rilassante e la luce calda, c’è una combustione silenziosa che rilascia nell’aria più di quanto immaginiamo. Alcuni materiali, oggi vietati, sono fortunatamente spariti. Ma la qualità dell’aria indoor resta un tema da non ignorare.

Cosa rilascia una candela accesa e chi rischia davvero

Secondo la pneumologa Linda Bassi, dell’area salute di MioDottore, la questione è chiara: ogni combustione produce sostanze inquinanti. Anche quella di una candela elegante in un vaso trasparente, anche se venduta come “naturale”. In Europa le normative sono rigide e proteggono da ingredienti pericolosi come ftalati e piombo, ma questo non significa che tutto sia privo di effetto. Il problema non è tanto il singolo utilizzo, quanto l’esposizione costante in ambienti chiusi.

Per chi soffre di asma, allergie, bronchiti croniche, gli effetti sono immediati: irritazione, tosse, affanno. E non dipende solo dalla fiamma. I profumi sintetici – spesso aggiunti per rendere l’ambiente più “caldo” – possono peggiorare la sintomatologia. Anche gli oli essenziali, pur essendo naturali, se bruciati possono irritare le vie respiratorie. Non esistono ancora studi clinici definitivi su questo legame, ma l’esperienza dei medici parla chiaro.

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Cosa rilascia una candela accesa e chi rischia davvero – mpnews.it

La paraffina, presente in molte cere economiche, è un derivato del petrolio. Quando brucia, può rilasciare diossina e altri composti volatili. Per questo, spiega Massimo Buonocore, direttore commerciale di Clearco, è preferibile scegliere cera di soia o cera d’api. Anche la qualità dello stoppino incide: in passato si usava il piombo, ora vietato, ma non tutti i prodotti economici seguono standard affidabili. Ecco perché non tutte le candele sono uguali, anche se sembrano simili.

Chi non vuole rinunciare a questo piccolo piacere, può prendere alcune precauzioni: mai tenere accese troppe candele in una stanza piccola, preferire marchi certificati, leggere le etichette (evitare paraffina, benzene, fragranze non specificate) e arieggiare bene l’ambiente dopo l’uso. Un gesto semplice che può ridurre notevolmente i rischi.

Accenderle sì, ma con attenzione: i consigli per un uso più sicuro

Accendere una candela non è un atto banale. I produttori più attenti consigliano di lasciare la fiamma accesa almeno un’ora al primo utilizzo, così da far sciogliere tutta la superficie della cera. Se non succede, la qualità è bassa. Il “tunneling” – quel foro centrale che si crea lasciando la cera ai lati – è il segno di una combustione imperfetta. E più imperfetta è, più aumenta la produzione di residui.

Anche la lunghezza dello stoppino è fondamentale: deve restare sui 5 millimetri. Se è troppo lungo, produce fumo nero. Se è troppo corto, la fiamma si spegne o brucia male. Il vaso stesso influisce: se non trattiene il calore, la temperatura ambientale modifica la combustione. E poi c’è il tempo: non si dovrebbero mai superare le 2-3 ore di utilizzo continuo, anche con le candele migliori.

Dopo averle spente, è consigliabile aprire una finestra. Non basta spegnere e andarsene. Anche i residui di combustione invisibili restano sospesi nell’aria. Se usate ogni giorno, specie in ambienti senza ricambio d’aria, possono peggiorare la qualità dell’aria indoor al pari di un fornello o di un caminetto. Il consiglio degli esperti è di considerare le candele come oggetti decorativi da usare con moderazione, non strumenti di profumazione continua.

Per chi cerca alternative più sicure, esistono diffusori a freddo, spray naturali, bastoncini profumati privi di combustione. Oppure, ancora meglio, un batuffolo di cotone imbevuto di aceto e olio essenziale (come nel metodo di pulizia ecologica del bagno). Meno spettacolare forse, ma molto più sano e duraturo.

La bellezza di una candela accesa resta, certo. Ma sapere cosa brucia davvero – e cosa respiriamo – è diventato indispensabile.

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