Dal 2026 cambiano le soglie per i pagamenti in contanti: commercianti e operatori devono adeguarsi alle nuove regole fiscali.
Nel settore turistico italiano, i pagamenti in contanti da parte dei turisti stranieri sono sempre stati un nodo delicato tra esigenze operative e obblighi fiscali. Con la manovra 2026, il tema torna al centro grazie a una revisione normativa che innalza la soglia di segnalazione a 5.000 euro, introducendo un equilibrio più razionale tra semplificazione amministrativa e controllo delle transazioni. La novità, contenuta nella Legge di Bilancio, interessa direttamente commercianti, agenzie di viaggio e imprenditori dell’ospitalità, chiamati ad aggiornare le loro procedure interne. Il cambiamento punta a ridurre gli adempimenti superflui per operazioni di modesto valore, senza rinunciare agli strumenti di tracciamento delle somme più elevate.
I nuovi limiti per i pagamenti cash da parte di turisti esteri
Fino al 2025, la soglia per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate era fissata a 1.000 euro, un tetto che comportava centinaia di segnalazioni ogni anno, spesso relative a importi di scarsa rilevanza. Dal 1° gennaio 2026, il limite sale a 5.000 euro per operazioni in contanti effettuate da cittadini non residenti, purché legate a beni e servizi turistici. Non si tratta di un via libera generalizzato: resta comunque il tetto massimo all’uso del contante previsto dalla normativa generale, ma la segnalazione obbligatoria scatta solo al superamento di questa nuova soglia specifica.
La misura riflette un cambiamento di approccio. In molte destinazioni internazionali, i turisti continuano a preferire il contante, specie in occasione di soggiorni brevi o acquisti non tracciabili. La nuova soglia tiene conto di questa prassi, alleggerendo il carico burocratico per le imprese, e allo stesso tempo consente all’Amministrazione finanziaria di concentrarsi solo sulle transazioni più rilevanti dal punto di vista fiscale.

I nuovi limiti per i pagamenti cash da parte di turisti esteri – mpnews.it
I soggetti coinvolti sono ben definiti: da un lato, i visitatori non residenti, provenienti dall’estero; dall’altro, gli operatori del turismo, tra cui negozianti, guide, hotel, ristoratori, agenzie e B&B. In tutti i casi, quando il pagamento in contanti da parte di un turista straniero supera i 5.000 euro complessivi nell’anno solare, l’operatore è tenuto a effettuare una comunicazione annuale telematica. Questo vale anche se la somma è raggiunta attraverso più transazioni, purché collegate a uno stesso soggetto e nello stesso periodo d’imposta.
La norma si applica immediatamente anche alle operazioni già effettuate nel 2026 prima dell’invio della comunicazione. Per questo è necessario adeguarsi subito: conservare la documentazione, verificare la residenza extra-italiana del cliente, identificare correttamente il soggetto e versare le somme su conto corrente intestato all’attività. Restano, quindi, alcuni obblighi chiave a garanzia della tracciabilità.
Comunicazione telematica, scadenze e impatti reali per chi lavora con i turisti
Dal punto di vista operativo, il nuovo sistema non stravolge gli strumenti già in uso. La comunicazione delle operazioni in contanti con turisti stranieri deve essere inserita nel quadro TU del modello polivalente, già previsto nei precedenti adempimenti fiscali. Cambia però la soglia d’attenzione, e quindi il numero di operazioni che richiedono davvero un intervento formale. Chi liquida l’IVA ogni mese ha tempo fino al 10 aprile dell’anno successivo; per chi adotta la liquidazione trimestrale, la scadenza è fissata al 20 aprile.
Il beneficio è duplice. Da una parte, gli operatori turistici avranno meno obblighi, con un calo del numero di segnalazioni da gestire. Dall’altra, l’Agenzia delle Entrate potrà concentrare le risorse su operazioni più significative, migliorando l’efficacia dei controlli e riducendo il rumore amministrativo. Non si tratta di un alleggerimento generalizzato, ma di una razionalizzazione del sistema: la documentazione resta obbligatoria, così come il versamento delle somme su conto corrente.
La misura si inserisce in un’ottica più ampia di snellimento delle procedure per i settori ad alta densità di clientela straniera, come quello del turismo. In molte località italiane, soprattutto in alta stagione, il pagamento in contanti da parte di clienti esteri è ancora comune, nonostante la diffusione dei pagamenti digitali. La nuova soglia non elimina il monitoraggio, ma evita che migliaia di operazioni marginali generino adempimenti inutili.
In assenza di una disciplina transitoria, la norma è già attiva. Chi lavora nel settore turistico è tenuto a rivedere subito le soglie interne, aggiornare la formazione del personale e verificare che le operazioni siano tracciate e documentate. In prospettiva, il nuovo quadro normativo offre maggiore chiarezza, minori rischi di errore e più tempo per dedicarsi all’attività principale.








